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Nuovo Articolo Riqualificazione Parco Piccolomini, infuria la battaglia legale
Categorie in cui questo articolo è presente :   Attualità            

14 Luglio 2015

A poca distanza da San Pietro vi sono 8 ettari di parco tra prati e boschi. Lo chiamano Parco Piccolomini, ma più che una situazione reale si tratta di un'aspirazione per il futuro. Per il momento resta abbandonato, dimenticato, lasciato all'incuria o peggio. Usato per decenni come discarica occasionale, vi si trovano decine di auto abbandonate, lavatrici, sacchi di cemento provenienti dallo smorzo che occupa (per un affitto bassissimo) parte dell'area. L'area è stata lasciata in eredità alla Fondazione per l'accademia di arte drammatica dal conte Nicolò Piccolomini alla sua morte avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale quando il suo aereo precipitò. Da qui il nome del parco, che, mai messo a disposizione della cittadinanza, è oggetto di una vera e propria guerra a suon di carta bollata. Il motivo? Il futuro dell'area e la sua riqualificazione.

Tutto è iniziato dal progetto della Borgo Piccolomini Srl, che prevede l'apertura al pubblico di un parco multitematico, sono previsti un orto didattico, esposizioni di arte contemporanea, un orto dei semplici, un mercatino per cibi a chilometro zero, la trasformazione del casale in una struttura di ristorazione basata sulle eccellenze alimentari laziali, la copertura wi-fi totale e gratuita, un pomarium storico in cui custodire e mostrare al pubblico l'agrobiodiversità della regione Lazio. Il progetto è promosso e sostenuto dal regista Alberto Manni, oltre ad un'associazione spontanea di residenti. Premono per l'utilizzo di un'area verde che potrebbe essere un gioiello e che invece è chiusa da 40 anni.

Tuttavia il comitato Salviamo il Parco Piccolomini si oppone: il timore è quello di una privatizzazione dell'area, anche se la Borgo Piccolomini Srl sottolinea come questo sia uno dei rarissimi casi in Italia in cui una fondazione privata (tra l'altro ex istituto pubblico di assistenza e beneficenza in fase di scioglimento) che abbia proposto un programma per rendere accessibile a tutti la sua proprietà. Ciononostante, il comitato richiede il rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici, che venga garantita la destinazione a verde pubblico dell'area e la sua valorizzazione storica e sociale. Richieste assolutamente logiche e doverose, a cui si è aggiunta una denuncia alla Corte dei conti riguardo l'entità dell'affitto che la Borgo Piccolomini Srl pagherebbe alla Fondazione per l'accademia di arte drammatica. La società ed il regista Manni, però ribattono, sottolineando che l'affitto corrisposto supera i 7000 euro al mese, mentre lo smorzo (che utilizza 2 ettari del parco con risultati negativi sulla salute dell'area) ne paga soltanto 1000. Lo scorso luglio è arrivato il nulla osta preventivo da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, tuttavia la battaglia per decidere quale sarà la destinazione finale dell'area è ancora in corso.   

Fonte:  Serena Marchini   
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