Home CASAndo News

Pubblica News

Ricerca Annuncio

Pubblica Annuncio

icona degli articoli pubblicati Dettaglio Articolo  

Nuovo Articolo Riqualificazione edilizia: come trasformare un ponte in una struttura anti-smog
Categorie in cui questo articolo è presente :   Edilizia            

7 Maggio 2015

Parliamo di bioarchitettura. Sono sempre di più le strutture architettoniche o i progetti edili “verdi”, che impiegano soluzioni per azzerare l'impatto ambientale o, addirittura, per aiutare l'ambiente. A Barcellona è quello che sta accadendo ad un ponte, su una delle arterie stradali della città che registrano la maggiore densità di inquinamento e di traffico. Il ponte è il Ponte Sarajevo, e la strada è l'Avenida Meridiana, attraverso cui si arriva all'entrata nord di Barcellona. Il ponte non subirà alcun cambiamento nella struttura, ma verrà riqualificato come struttura verde anti-smog ed “entrata verde” di Barcellona in modo semplice ma efficace.

Il progetto, coordinato dallo studio Bcq (che riunisce vari bioarchitetti catalani), consiste nel ricoprire l'intera struttura del Ponte Sarajevo con un tipo di cemento bioalcalino a base di biossido di titanio recentemente inventato ed il cui uso si sta sempre più diffondendo. Questo cemento impiega lo stesso principio del calcestruzzo appena testato dal Comune tedesco di Detmold in una stazione di autobus per abbattere i livelli di ossido di azoto nell'aria.

Nel caso del ponte catalano, il nuovo materiale impiegato assorbirà, per reazione con la luce solare, le sostanze inquinanti dell'aria, trasformandole in minuscole particelle che verranno sciolte dalla pioggia.

Inoltre, i lati del Ponte Sarajevo saranno ricoperti di rampicanti ed arbusti, che andranno a costituire delle vere e proprie pareti verdi. Queste nuove aree non solo miglioreranno l'aspetto del ponte (rendendolo più gradevole alla vista), ma consentiranno di purificare ulteriormente l'aria e di abbassare i livelli di CO2 in una strada decisamente trafficata. Infine, ospiteranno zone relax per i turisti e per gli abitanti di Barcellona.

In un altro continente, l'Africa, sarà invece impiantata la prima Warka Tower, struttura architettonica per l'acqua semplice, sostenibile e realizzabile in loco. Ideata dall'architetto Arturo Vittori, è capace di produrre 100 litri al giorno di acqua (fabbisogno giornaliero di 3 famiglie) raccogliendo l'umidità. La torre (il cui nome deriva da un albero di fico africano) si basa sullo stesso principio che sfruttano alcuni insetti delle zone aride, facendo condensare l'umidità su aree rugose del proprio corpo. La struttura della torre, in bambù ed alta 9 metri, è simile ad un graticcio per incanalare l'acqua nei contenitori. Al di sopra è stesa una rete molto fine che favorisce la condensazione e che permette alle gocce di finire nell'imbuto di tessuto impermeabile e da qui nei recipienti. Dopo essere stata esposta dal 24 al 26 Aprile alla mostra-mercato FloraCult a Roma, nel Parco di Veio, la Warka Tower sarà installata nel Nordest dell'Etiopia, a Bahar Dar, dove solleverà le donne del villaggio dal percorrere chilometri e chilometri per raccogliere l'acqua necessaria al fabbisogno sostenibile.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    News immobiliari            
    
          Share on Tumblr




Iscriviti alle nostre News

Nome: *
Mail: *
Informativa Privacy

icona degli articoli pubblicati Categorie

icona dei Tegs degli articoli pubblicati Tags