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Nuovo Articolo Rumori, suoni, reazioni
Categorie in cui questo articolo è presente :   Cultura    Attualità         

21 Settembre 2012
Ci sono rumori e suoni inevitabili. Dovunque siano, possono risultare insopportabili. Persino il cinguettio degli uccelli, la mattina presto, nel silenzio della montagna, o il frinio dei grilli in campagna durante le notti estive. Ma, appunto, sono suoni inevitabili e il nostro cervello si abitua a considerarli nel contesto in cui si trova e quindi addirittura romantici e abbellenti. Io, ad esempio, odio fare colazione al bar. Non solo perchè devi stare in piedi, ma soprattutto per quei rumori assordanti di piattini sbattuti sul bancone, di 
cucchiaini lanciati nella lavastoviglie, del filtro del caffè svuotato violentemente nel cassetto, delle tazzine riposte sulla macchina del caffè.
In città ci sono centinaia di questi rumori inevitabili a cui ci si abitua. E per contrastarli viene automatico di essere più rumorosi ed invadenti di quelli di sottofondo.Ci ritroviamo così ad avere cittadini, come i romani, che urlano e sbraitano sempre anche quando non ci sarebbe bisogno. Anche quando la sera o le notti del fine settimana se ne vanno in giro per il centro della città a divertirsi e spassarsela. In estate soprattutto,  diventa un incubo per quelli che risiedono nei posti maggiormente frequentati dagli amanti della movida. Perché questa movida di fatto consiste nel concentrarsi in alcune piazze centrali o luoghi di qualche quartiere storico e bere, ubriacarsi, urlare, parlare, stare le ore in piedi, giocare a pallone con le lattine vuote. Beh, nei paesi c'è ancora lo struscio domenicale, nella metropoli romana c'è lo struscio notturno. 

Per carità, ognuno si diverte come vuole, ma penso che il mio divertimento non deve arrecare danno e disturbo agli altri. Nessuno pensa che di notte magari c'è gente che pur abitando ad esempio in campo dei fiori, ha bisogno di lavorare per vivere. Molti turisti  ovviamente si adeguano presto e bene a questa abitudine romana.
Trovo che ci sia un urgente bisogno di riscrivere le regole del rispetto, della stimolazione alla sensibilità, dell'attenzione all'altro. Prima ancora delle regole scritte, che siano leggi o ordinanze, perchè lo sappiamo bene che le leggi pur essendoci non evitano le aggressioni, gli omicidi, le violenze sessuali e tanto altro.
Se viene richiesta tolleranza bisogna che questa sia supportata da un limite. Se il limite viene superato allora tutto diventa inevitabilmente e drammaticamente giustificabile. Il nostro cervello e la nostra impostazione umana purtroppo sono messe così.
Sinceramente non credo, con i mezzi a disposizione delle forze dell'ordine, che si riesca a coprire e garantire l'ordine di una città come Roma. Così come non credo ad una esasperazione delle costrizioni. Credo molto di più ad una comunicazione diretta con questi avventori delle notti romane, con un'informazione capillare, che possa fargli capire che disturbare gli altri non può far parte del divertimento. Disturbare è una patologia del divertimento.

Fonte:  Petra Soffice   
Tags in cui l'articolo è presente :    Roma            
    
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