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Nuovo Articolo Sanzioni contro la Russia: ma chi ci rimette davvero?
Categorie in cui questo articolo è presente :   Cronaca    Politica         

31 Marzo 2015

Il boicottaggio della Russia è costato carissimo all'esportazione italiana. E' questo l'allarme lanciato dal CReSV (Centro ricerche, sostenibilità e valore) dell'Università Bocconi di Milano. Il Centro aveva stampato a novembre 2014 (e riproposto questo febbraio) un breve saggio sulle relazioni economiche tra Italia e Russia, avvertendo che le sanzioni economiche, a seguito della crisi ucraina,  si sarebbero rivelate un boomerang. Sia per l'intera Europa che per l'Italia in particolare. In termini sia economici che politici. Addirittura un disastro, a lungo termine.

Le perdite stimate per il settore delle esportazioni europee sono nell'ordine di 300 milioni di euro, ed a farne le spese è stata (ed è ancora) soprattutto l'Italia, quarto partner commerciale mondiale della Russia il secondo in Europa. Solo nel 2014 (da quando sono cominciate le sanzioni) il fatturato delle esportazioni italiane è calato del 17%, mentre le aziende italiane hanno esportato prodotti per 1,2 miliardi in meno rispetto al 2013. E soltanto a gennaio 2015 la perdita è stata di 246 milioni di euro. In totale, l'esportazione italiana è calata del 37%.

Senza contare un altro particolare: le quote del mercato delle esportazioni perse dall'Italia e dai paesi europei in generale stanno passando ad altri paesi. Primi fra tutti Cina e Usa. Proprio gli Stati Uniti erano stati i primi ad imporre l'embargo alla Russia con l'Executive Order 13661; embargo che fu subito ratificato dall'alleato UE. Con una differenza: in Europa, il settore delle esportazioni è calato drasticamente, mentre negli Stati Uniti è aumentato del 23%.

Per questo, gli imprenditori italiani hanno incontrato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 5 marzo all'ambasciata di Mosca, prima dei colloqui tra quest'ultimo e il Presidente Putin al Cremlino. Chiedendogli un cambio di rotta. Ma non sono solo Cina e Usa a soppiantare i paesi UE nelle relazioni commerciali con Mosca: le Isole Faroe hanno conosciuto un vero e proprio boom nelle esportazioni di salmone (+ 390% nell'ottobre 2014, + 700% in novembre, + 790% a dicembre), soppiantando nel settore la Norvegia. Le Faroe sono un arcipelago di 18 isole, tra la Scozia e l'Islanda, e, se dipendono dalla Norvegia in materia di difesa, sono autonome in molti altri aspetti. Ad esempio quello politico (i suoi abitanti non sono cittadini UE) e commerciale. Considerando che l'industria ittica copre il 95% delle esportazioni (di cui il 40% verso Mosca) ed il 40% del Pil si capisce che le sanzioni europee sono state una fortuna per le Faroe.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    Russia    Sanzioni         
    
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