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Nuovo Articolo Saranno le piante i nuovi pannelli solari?
Categorie in cui questo articolo è presente :   Tecnologia            

12 Giugno 2015

Nuovi modi per ricaricare i dispositivi elettrici collegandoli ad una pianta o tramite la luce. Sono due i sistemi di ultima generazione messi a punto uno in Inghilterra e l'altro negli Stati Uniti.

Il primo, in corso di perfezionamento ma già funzionante, è stato messo a punto da un ricercatore italiano dell'Università di Cambridge, il biochimico Paolo Bombelli. Basandosi sulla fotosintesi (il percorso di formazione degli zuccheri da parte delle piante tramite gli elettroni ottenuti dall'acqua), è stato progettato un dispositivo capace di sfruttare gli elettroni prodotti dalle piante. Non solo, il sistema è anche in grado di catturare gli elettroni prodotti dai batteri che vivono nelle radici delle piante e che ossidano le sostanze di scarto. Si tratta di un processo estremamente innovativo, che funziona non solo di giorno ma anche di notte. Per il momento si riesce ad alimentare piccoli dispositivi elettrici per pochi minuti, ma l'obbiettivo è di ottenere dal dispositivo un ampere per metro quadrato. Questi livelli di energia, infatti, permetterebbero di avere un'alternativa poco costosa ai pannelli fotovoltaici, di grande efficienza energetica, ma piuttosto costosi. In questo caso, non solo il dispositivo elettrochimico è poco costoso, ma il sistema è basato sulle piante. Chissà che non diventi anche un incentivo per la protezione delle aree boschive e forestali.

Il secondo sistema, invece, è stato inventato dall'ingegnere elettronico Shree Nayar della Columbia University, unendo le caratteristiche di un impianto fotovoltaico e di una fotocamera digitale (cioè la capacità di convertire la luce in elettricità). Il risultato è una fotocamera che si alimenta da sola. Infatti, esattamente come un pannello solare, anche il sensore di una fotocamera è costituito da fotodiodi (dispositivi elettronici che producono elettricità se esposti alla luce). Diversamente dalle fotocamere comuni (in cui i fotodioidi sono configurati per la velocità), il prototipo messo a punto dall'ingegnere Nayar massimizza la produzione elettrica, ed il sensore risulta essere anche un vero e proprio pannello solare. Infatti, invia la corrente prodotta alle batterie (alimentando la fotocamera) oppure agisce come un sensore, trasformando la luce in pixel per visualizzare l'immagine sullo schermo o inserendola in memoria (quando si preme lo scatto). In questo modo, la fotocamera non avrà più bisogno di essere collegata ad un caricabatteria. Al contrario, tenendola con l'obbiettivo rivolto verso la luce, sarà essa stessa a fare da caricabatterie per altri dispositivi elettronici.

Fonte:  Serena Marchini   
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