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Nuovo Articolo Scontro politico a Milano per il finanziamento del corso contro l'omofobia
Categorie in cui questo articolo è presente :   Attualità    Cronaca    Politica      

21 Marzo 2015

Dopo il caso del consiglio della Zona 3 di Milano, è il turno di Quarto Oggiaro, nella Zona 8. L’istituto professionale Greppi ha deciso di proporre a circa un centinaio degli studenti che lo frequentano un corso ad alto profilo, messo a punto grazie alla collaborazione della dottoressa Elisabetta Camussi del dipartimento di Psicologia all'Università Bicocca di Milano. Gli obiettivi sono analizzare le cause dell’omofobia e del bullismo, per capire come prevenire questi comportamenti e cosa significano i termini “identità di genere”, “gender” e “stereotipi sessuali”. L'iniziativa è stata promossa a seguito dei numerosi episodi di violenza collegati alla omofobia, per sostenere la lotta contro le varie discriminazione di genere.

I ragazzi che frequenteranno le lezioni non sono certo bambini: infatti, hanno tutti tra i 14 ed i 15 anni, e quindi hanno già -o dovrebbero avere- una certa dimestichezza con questi argomenti. È questa la differenza con il caso della Zona 3, dove il corso (sempre sugli stessi temi) era rivolto a studenti delle elementari. L’istituto comprensivo Scarpa in zona Lambrate, infatti, aveva presentato domanda al consiglio di Zona 3 per un finanziamento di 1.500 euro per poter mettere in atto il progetto “Io sono speciale”, focalizzato sull'identità di genere.

Diversi i progetti, ma uguale la reazione del centrodestra alla riunione del consiglio di Zona 8, quando la maggioranza di centrosinistra ha deciso di mettere ai voti una delibera con cui si concede all'Istituto Greppi una sovvenzione di 2mila euro per il finanziamento del corso. La motivazione del capogruppo Ncd è che in questo modo si scardinano i tradizionali generi sessuali, riformando le scuole italiane secondo la filosofia gender. Una filosofia che avrebbe, così -è questo il sottinteso-, un nuovo settore dove fare proseliti.

Tuttavia, nel territorio di Milano continuano a fiorire iniziative simili. La consigliera del PD Paola Bocci, ad esempio, ha presentato al Comune la proposta di inserire nelle scuole dell’infanzia del comune di Milano il gioco “Io rispetto”, che è già stato sperimentato a Trieste. Il gioco, che coinvolgerebbe circa 23mila bambini, si focalizza sugli stereotipi di genere: ha lo scopo di insegnare quali sono e in che modo possano portare alla discriminazione sessuale.

Fonte:  Serena Marchini   
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