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Nuovo Articolo Tanzania, la riforma linguistica passa per la scuola
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13 Febbraio 2016

La quarta generazione nata in Africa dopo la fine del colonialismo (bambini e ragazzi in età scolare), ha, tra i tanti problemi che deve affrontare, quello della lingua. Sono troppe le lingue parlate all'interno del continente: secondo l'Onu sono attualmente circa duemila (e numerosi dialetti sono stati persi negli anni passati). Ad esempio, in Tanzania, le lingue ufficiali sono ben 120, in Camerun 230, in Ciad 180. Il record appartiene alla Nigeria, con ben 520 lingue ufficiali. Così milioni di bambini finiscono per parlare in famiglia la lingua dei genitori, nella vita sociale quella ufficiale dominante nel territorio dove abitano, a scuola in francese, in spagnolo, in portoghese o in inglese (a seconda di quale sia stato il paese colonizzatore).

Tra l'altro, nei paesi a sud del Sahara, la mobilità della popolazione tra distretti e dipartimenti diversi dello stesso Stato raggiunge, secondo l'Onu, l'80%: in questo modo la lingua parlata in famiglia è molto diversa da quella ufficiale. A questo si aggiunge la confusione prodotta dalla scuola, con un accavallamento linguistico che finisce soltanto per confondere il bambino. Il bilinguismo è utilissimo, ma lo è soltanto se la seconda lingua (in questo caso la lingua degli ex colonizzatori usata a scuola) sia insegnata da un madrelingua. In 25 Stati subsahariani, tuttavia, l'85% degli insegnanti non lo è; anzi, spesso gli insegnanti di lingua non hanno gli strumenti pedagogici per insegnarla. Di conseguenza, i bambini finiscono sì per conoscerne 2-3 lingue, ma non raggiungono livelli ottimali di conoscenza in nessuna.

Considerato ciò, la Tanzania ha deciso di porre rimedio realizzando una riforma sia scolastica che linguistica: primo paese sub-sahariano ad intervenire sulla questione, ha deciso che dal 2018 nelle scuole statali medie inferiori la lingua adottata non sarà più l'inglese, ma lo swahili (lingua ufficiale su tutto il territorio della Tanzania). E presto altri paesi potrebbero imitarla. Considerato che l'80% dei bambini africani parla le 10 lingue più diffuse, parlate quasi ovunque, l'obiettivo è molto più realistico di quanto sembri.

Fonte:  Serena Marchini   
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