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Nuovo Articolo Tornare ai luoghi di origine grazie alla Scuola del Ritorno
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2 Settembre 2015

Si chiama la Scuola del Ritorno di Paraloup (Cuneo) e si pone l'obiettivo di spiegare a trasformare il passato in un'occasione per il futuro, di ripartire dai borghi abbandonati e di riportarli in vita. Fondata da una rete di associazioni piemontesi, il cui intento è ridare nuova vita ai borghi dimenticati dell'Italia industriale, la scuola ha sede in un borgo della stessa regione (Paraloup, appunto). Le prime lezioni si sono tenute a Luglio all'interno del Festival di montagna Nuovi Mondi. Il pubblico ideale a cui ci si rivolge è composto da tutti coloro che vorrebbero tornare nei luoghi abbandonati negli ultimi decenni. Sia perché nati lì sia perché colpiti dalle caratteristiche della zona o in cerca di un'opportunità per il futuro. Infatti, se i borghi in passato sono stati abbandonati perché non offrivano prospettive, adesso il quadro è radicalmente cambiato e le possibilità sono tante. Con la crisi economica, la mancanza di lavoro e la chiusura o il trasferimento delle fabbriche, l'idea è di tornare nei luoghi di origine per trasformarli nel punto di partenza per il proprio futuro. Alla decrescita felice ed alla cultura del downshifting e del recupero, infatti, si uniscono soprattutto le ampie opportunità di lavoro.

A Paraloup, ad esempio, le attività realizzate sono tante: rifugi dedicati all'agriturismo, esperimenti di agricoltura biologica, itinerari turistici attrezzati, attività di ristorazione slowfood. Rifugi e ristoranti rendono i borghi accoglienti per i turisti e rilanciano l'intera area. Sono progetti che riguardano borghi in tutta Italia: ad Ostana, in Valle Po, è stata realizzata una scuola di cinema, in Calabria avrà inizio tra breve un progetto per il recupero dell'artigianato di Soriano; lungo l'Appennino Emiliano sono molte le iniziative nel settore dell'agricoltura biologica; in provincia di Tortona, grazie ad un gruppo di giovani agricoltori è stata aperta un'azienda vinicola. Proprio l'agricoltura è un elemento fondamentale per il recupero dei borghi e il suo sviluppo rappresenta un nodo chiave. Infatti, i piccoli borghi (così come i luoghi di montagna) sono caratterizzati da una grande frammentazione dei terreni, che rende difficilissima l'adozione di progetti di grande respiro. Il prossimo passo, su pressione della Rete del ritorno ai luoghi abbandonati ed associazioni simili, è l'approvazione di una legge per poter associare tra loro diversi fondi, in modo da attuare progetti concreti.

Fonte:  Serena Marchini   
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