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Nuovo Articolo UE multa l'Italia per 20 milioni di euro per l'emergenza rifiuti in Campania
Categorie in cui questo articolo è presente :   Ambiente            

30 Agosto 2015

 Ennesima sanzione dell'Unione Europea nei confronti dell'Italia per i rifiuti in Campania. La Corte di giustizia UE ha condannato il nostro paese al pagamento di una multa forfettaria di 20 milioni di euro per inadempimento all'emergenza rifiuti in Campania, cioè per non aver risolto e posto rimedio né alla situazione attuale né alle cause che l'hanno determinata, violando in questo modo le norme europee. Inoltre, considerando il comportamento recidivo dell'Italia (l'inadempienza italiana nella questione rifiuti è stata accertata in oltre 20 cause), i giudici hanno stabilito una sanzione di 120 mila euro al giorno. Applicata a partire da giovedì 16 luglio, perdurerà fino a quando Bruxelles non constaterà la risoluzione dell'emergenza. Facendo due conti, a data 31 luglio la sanzione è già arrivata a 1.920.000 euro. E chissà quanto ci costerà in totale.

Inoltre, già lo scorso dicembre l'Italia era già stata sanzionata con una maxi multa di 40 milioni di euro perché 198 discariche violano i dettami della normativa UE e presto dovrebbe ricevere un'altra sanzione da 39 milioni perché in questi sei mesi non vi sono stati sostanziali miglioramenti. Come se tutto ciò non bastasse, è sempre più lontana la possibilità che la regione Campania possa ricevere i fondi europei per finanziare un programma di raccolta differenziata e di smaltimento dei rifiuti. Si tratta di 46 milioni di euro, stanziati nel 2000, rimasti in sospeso e poi definitivamente bloccati da Bruxelles dopo che l'Italia era stata condannata nel 2010 per gli inadempimenti nella gestione dell'emergenza rifiuti campana. La Commissione europea aveva, nel giugno 2013, constatato il mancato rispetto della sentenza da parte dell'Italia, fatto che aveva causato l'inizio del procedimento in Corte di giustizia. Infatti, le insufficienze a livello regionale non sono mai state sanate e restano gravissime, sia per quanto riguarda l'eliminazione delle ecoballe che per il numero insufficiente di impianti per il trattamento dei rifiuti (tra l'altro, il programma per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti non è mai stato realizzato). Il caso campano può compromettere la rete nazionale per lo smaltimento dei rifiuti, minando gli obiettivi di autosufficienza nazionale dell'Italia nel settore. Infatti, secondo i dati UE, i rifiuti storici della Campania ammontano a 6 milioni di ecoballe: per smaltirle occorreranno ben 15 anni.

Il paradosso è che la Campania ha presentato all'Unione Europea un piano per risolvere l'emergenza già qualche anno fa. Non è mai stato concretizzato. L'emergenza rifiuti dura nella regione da ben 15 anni e gli ultimi 5 sono stati completamente sprecati.

E al collasso è anche il sistema rifiuti della Sicilia, con discariche ormai piene, debiti per miliardi di euro e una raccolta differenziata inferiore al 10%. Gli Ato (carrozzoni voluti dalla giunta Cuffaro) hanno creato un debito di 1,8 miliardi di euro, i netturbini senza stipendio si rifiutano di lavorare, nel Palermitano è stata dichiarata l'emergenza sanitaria, a causa delle tonnellate di rifiuti che si accumulano da mesi tra Carini e Isola delle Femmine. Ma l'emergenza riguarda tutta l'isola, a causa della mancanza di impianti alternativi e del blocco dei termovalorizzatori imposto dalla giunta Lombardo. Così si finisce per scaricare i rifiuti nelle stesse discariche che si vuole chiudere perché irregolari.

Fonte:  Serena Marchini   
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