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Nuovo Articolo Usare batteri dormienti per il cemento autoriparante
Categorie in cui questo articolo è presente :   Tecnologia            

15 Luglio 2015

Gli edifici e le strutture (ponti, gallerie, recinzioni) a causa dell'usura e dell'umidità, si deteriorano. Il processo è continuo ed inevitabile, ma non sempre si rileva in tempo: a volte, infatti, ci si accorge che il deterioramento è in atto solo in presenza di crepe o di altri segni visibili. A questo punto, rimediare ai danni non solo può essere difficile, ma anche dispendioso.

Per questo l'idea di un cemento in grado di autoripararsi ogni volta che si crea una crepa è così allettante, tanto da risultare finalista all'edizione 2015 dell'European Inventor Award. Il suo inventore è un biologo olandese, Henk Jonkers, docente di Materiali e ambiente all'University of Technology di Delft. Quando, nel 2006, l'università ha lanciato un programma per realizzare un cemento autoriparante, Jonkers, insieme all'esperto di scienze dei materiali Erik Schlangen, ha pensato di realizzare un cemento che si autoripara grazie ai batteri. La soluzione consiste nell'aggiungere al cemento particelle contenenti spore batteriche (in gergo si chiamano “batteri dormienti”) e sostanze per alimentarli (lattato di calcio). Una volta distribuite in maniera omogenea all'interno del cemento, le particelle sono studiate affinché si aprano nel momento in cui il materiale edilizio si incrina, formando una crepa. A questo punto, i batteri e il lattato di calcio vanno a riempire la crepa: una volta che l'umidità ha risvegliato i “batteri dormienti”, questi trasformano il lattato di calcio in carbonato di calcio, sostanza che sigilla perfettamente la crepa.

I test del nuovo materiale hanno avuto tutti esito positivo, e si prevede di ottenere le licenze e di iniziare la produzione su larga scala entro un anno. I vantaggi che si otterranno consistono, in primo luogo, nei minori costi di manutenzione e di riparazione delle crepe e di altri segni di usura. In particolare, il risparmio sarà ancora più consistente in ambienti e situazioni caratterizzati da un alto tasso di umidità, fatto che non solo accelera l'usura del cemento, ma causa infiltrazioni e la corrosione dei rinforzi d'acciaio. Il cemento autoriparante servirà a realizzare edifici e strutture di più lunga durata nel tempo e maggiormente resistenti. Inoltre,con questo nuovo materiale, si potranno usare anche strati più sottili.

Fonte:  Serena Marchini   
Tags in cui l'articolo è presente :    calcestruzzo    Crollo    tecnologia    Terremoto   
    
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