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Nuovo Articolo Welfare aziendale, filandropia? No, un investimento
Categorie in cui questo articolo è presente :   Politica            

3 Maggio 2015

Sono sempre più le aziende italiane che forniscono servizi welfare ai dipendenti. È l'evoluzione del modello applicato da Adriano Olivetti nel suo stabilimento a Ivrea, una nuova idea di fare impresa, che integra il welfare pubblico sempre più debole. Non si tratta di filantropia, ma di convenienza, di crescita aziendale. Ne era convinto Olivetti e adesso lo conferma scientificamente una ricerca del Dipartimento di Sociologia all'Università degli studi di Bologna. Investire nel welfare aziendale è, per le imprese, prima di tutto un investimento. Che rende. Tra i numerosi vantaggi c'è, innanzitutto, un migliore clima aziendale, seguito da un aumento della produttività e da una maggiore propensione al lavoro di gruppo.

Il gruppo di ricerca ha studiato la situazione aziendale e produttiva di 18 aziende, tra pubbliche e private, della Provincia autonoma di Trento aderenti al Family Audit, un programma per conciliare lavoro e famiglie. In tutte le realtà aziendali è risultato che i costi per la realizzazione di queste iniziative welfare sono più che compensate dai ricavi ottenuti grazie alla maggiore efficienza sul lavoro e dalla riduzione delle assenze per malattie.

Ma quali sono le iniziative di welfare aziendale in Italia? Gli esempi sono tanti. A parte le storiche imprese e i grandi marchi che ne avevano fatto una caratteristica della loro politica aziendale, adesso si stanno muovendo anche cooperative e piccole imprese. Nel primo gruppo troviamo Luxottica (con il pagamento delle tasse scolastiche per i figli dei dipendenti), l'imprenditore Brunello Cucinelli (il re del cachemire, che ha ristrutturato un intero borgo per i suoi dipendenti), la Tod's (destinando l'1% dei profitti ad azioni di welfare), Bottega Veneta (voucher per palestra, take away e lavanderia).

Tra le piccole imprese troviamo la Feralpi Siderurgia di Lonato (in provincia di Brescia) con un bonus di 200 euro annui a dipendenti per la spesa al supermercato, e la Berto's di Tribano (in provincia di Padova), con il rimborso delle spese scolastiche ai figli dei dipendenti. Sempre a Brescia, la cooperativa Brescia Est fornisce ai dipendenti una card per ottener sconti fino al 30% presso ditte ed enti convenzionati (agenzie di viaggi, grandi catene di distribuzione, poliambulatori).

Fonte:  Serena Marchini   
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